#Adrenalingua #15 | Peer Review e Forche Caudine

Normalmente uno scienziato manda il suo articolo a una rivista, che lo gira a un gruppo (sorprendentemente ristretto) di colleghi che fa una serie di commenti, di solito anonimi. Se supera le forche caudine della peer-review (di solito ci vogliono mesi), il documento viene pubblicato (solo per i lettori che possono pagare un costoso accesso alla rivista).

Ha fatto bene Claudia Dalmastri a segnalare la maniera inappropriata con cui Ed Yong ha definito la Peer Review , in un articolo uscito su Internazionale 1395 con il titolo “La scienza nuova”.

Nella lettera vengono messi in discussione altri passaggi dell’articolo, che definisce “lento e opaco” il sistema di pubblicazione:

La parte più debole dell’articolo (il resto è ben scritto e argomentato) si conclude così:

Ma oggi i ricercatori possono caricare versioni preliminari dei loro articoli, o “prestampe” (preprint), su siti liberamente accessibili, consentendo ad altri di leggerli immediatamente, per valutarli e servirsene.

Le parti che ho evidenziato in grassetto, anche nella citazione all’inizio, si prestano a essere ampiamente discusse e soprattutto rapportate alla complessità del processo di pubblicazione scientifica. In cui convivono oggi molte pratiche e policy diverse, con equilibri di potere non sempre facili tra più soggetti e generazioni: istituzioni, organizzazioni pubbliche e private, ricercatori, lettori.

P.S. Secondo Wikipedia, l’equivalente in inglese di (passare sotto le) “forche caudine” è running the gauntlet.

🏓 + @MiroHQ + 📚 Lover · Product Owner @ReviewerCredits 💓 @lucad1 🧠 it.wikipedia.org/wiki/Luca_Dello_Iacovo · Avatar: Fairmont, Velora EP

🏓 + @MiroHQ + 📚 Lover · Product Owner @ReviewerCredits 💓 @lucad1 🧠 it.wikipedia.org/wiki/Luca_Dello_Iacovo · Avatar: Fairmont, Velora EP