#Adrenalingua #15 | Peer Review e Forche Caudine

Normalmente uno scienziato manda il suo articolo a una rivista, che lo gira a un gruppo (sorprendentemente ristretto) di colleghi che fa una serie di commenti, di solito anonimi. Se supera le forche caudine della peer-review (di solito ci vogliono mesi), il documento viene pubblicato (solo per i lettori che possono pagare un costoso accesso alla rivista).

Ha fatto bene Claudia Dalmastri a segnalare la maniera inappropriata con cui Ed Yong ha definito la Peer Review , in un articolo uscito su Internazionale 1395 con il titolo “La scienza nuova”.


“Si tratta della capacità di emettere, a volte dal naso, impulsi sonori ad alta frequenza, simili a grida silenziose, e di ricevere gli echi di ritorno grazie a orecchie ultrasensibili. Ciò consente al cervello dei pipistrelli di comporre immagini dinamiche delle dimensioni, della forma, della distanza e del movimento degli insetti di cui si nutrono, che siano falene dal volo zigzagante oppure cavallette capaci di balzi vertiginosi”.

(Da “Il virus, i pipistrelli e noi” di David Quammen, Internazionale 1393)

Opinion | Bats and the Coronavirus — The New York Times | https://www.nytimes.com/2020/12/11/opinion/covid-bats.html

… prima o poi chi sta male fa stare peggio chi sta bene”.

Questa frase fa parte di un post su Linkedin da leggere per intero, con cui Sebastiano Zanolli ha condiviso il suo ricordo di Enzo Spaltro (Milano, 3 luglio 1929 – Bologna, 26 marzo 2021).

Una frase che in un commento a quel post mi è venuto da definire un “raffinatissimo capolavoro linguistico”, che “entra nel mio FdB, Frasario di base (riecheggiando il VdB di quell’altro grande maestro che è stato Tullio De Mauro)”.

La riporto anche qui a beneficio, spero, di chi leggerà.


La lettura dell’ultimo numero di zio mi ha portato a riflettere sul posto che oggi occupano le emoji nella nostra comunicazione scritta e su quanto possano essere più contestuali rispetto a punti, puntini e punti esclamativi.

Contestuali – cito da zio – "al tipo di conversazione che vuoi intraprendere, e soprattutto al tipo di persona alla quale ti rivolgi".

I casi d’uso di emoji presi in considerazione da wyncenzo si riferiscono a social e instant messaging: cosa cambia rispetto all’email, quando la usiamo al lavoro? …


Quando leggo “L’immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto” mi capita di pensare a quanto l’indicazione si addica anche a certe copertine di libri. Quelle che recano illustrazioni, fotografie e progetti grafici pensati per farsi notare ma non per denotare il contenuto. Talvolta lo rappresentano solo parzialmente, nel senso che può esserci uno scarto, più o meno percepito, tra la bellezza della copertina e quella della storia, della scrittura, dell’opera.

Quando la cover copre, letteralmente, il testo. Con il solo scopo di _________ il prodotto-libro.


Corrado Augias racconta oggi su Repubblica una sua imbarazzante esperienza con Enel, il contrario della scrittura pensata per offrire alle persone la migliore esperienza con un’interfaccia. Ovvero quella UX Writing di cui in Italia c’è ancora tanto bisogno, specialmente nella relazione tra certe aziende e i loro clienti (via Gianluca Di Tommaso).


La Treccani dice che è una “associazione simbiontica tra un fungo e l’apparato radicale di una pianta. Le micorrize sono estremamente diffuse e presenti in oltre 90% delle piante”. Ma io non ne sapevo nulla, né conoscevo quindi il termine, dal suono esotico e dall’etimologia affascinante (dal gr. μύκης "fungo" e ῥιζα "radice").

Di reti micorriziche si parla in un lungo servizio uscito su Internazionale del 18 dicembre, “La vita sociale degli alberi”, in cui Ferris Jabr scopre tali meraviglie sotterranee in compagnia di Suzanne Simard, che da anni dedica le sue ricerche a questa forma di vita collettiva, a questa sorta di sistema circolatorio sviluppato millenni fa dalle foreste.


«Quel pazzo scatenato di Ivan Urgant, talentuosissimo personaggio della tv ex-sovietica, figlio del protagonista di quel capolavoro che fu "Insalata russa", si fa beffa non tanto dell’Italia ma della folle insensata passione che i suoi connazionali hanno da sempre per la parte più trash del Belpaese. Il contributo dei Little Big e una squadra di autori, coreografi e costumisti con le contropalle ha dato vita a questo gioiello...».

https://m.youtube.com/watch?v=lYgu75EwuPo


Questo nuovo appuntamento cade nel giorno in cui ho acquistato due titoli di 66thand2nd, tra gli edinnovatori italiani che seguo da sempre con interesse.

Angelo Ventriglia

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